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Recensione Film: Il Quarto Tipo
Titolo originale ( The Fourth Kind)
Origini: USA
Anno: 2009
Genere: Fantascienza/Horror
Durata: 1h 38 min.
- Distribuzione: Warner Bros. (per l’Italia)
- CAST
- Abigail Tyler : Milla Jovovich
- Sceriffo August : Will Patton
- Abel Campos: Elias Koteas
- Awolowa Odusami: Hakeem Kae-Kazim
- TRAMA E IMPRESSIONI
Il primo personaggio ad invadere il grande schermo all’inizio del film è Milla Jovovich, che nel film si presta ad interpretare il ruolo di protagonista calandosi nei panni della psicologa Abigail Tyler.
Ma nell’introduzione è se stessa e spiega al pubblico di questa dottoressa, di come all’interno del film assisteremo a vere registrazioni effettuate dalla stessa psicologa: la Tyler.
Per finire, il solito bla, bla sul fatto che i nomi dei personaggi sono stati cambiati al fine di tutelarne la privacy.
Le inquadrature a volte si alternano e sovrappongono contemporaneamente, schermo diviso in due oppure quattro segmenti.
Questa povera donna, la psicologa vive il dramma di un marito ucciso dagli alieni. La dottoressa ha due figli; un ragazzino all’eterna ricerca di risposte sulla morte del padre (è piu inquietante il figlio che tutto il film!) e una figlia che punto a zero diventa cieca???
Colpa degli alieni?
Nonostante il lutto, la dottoressa continua ad esercitare la professione, per continuare così il lavoro del marito (anche se nel film non viene mai accennato con esattezza a cosa stesse lavorando il povero cristo.)
Pazienti si alternano davanti ad una videocamera e vengono filmati dalla dottoressa in questa cittadina situata in Alaska chiamata Nome. Si fanno ipnotizzare, poiché soffrono di insonnia, causa una civetta, in realtà sono alieni.
Ad arricchire questi deliri, c’è una serie di colpi di scena a base di omicidi, suicidi e rapimenti: da qui il titolo Il Quarto Tipo, in inglese The Fourth Kind.
Bisogna ammettere che il regista Olatunde Osunsanmi, pur cascando nel paradosso con questa farsa di film, ha saputo mettere qua e la all’interno de Il Quarto Tipo, una serie di schiamazzi buttati a pennello, al fine di evitare un coma profondo alla platea.
Il rammarico maggiore è lo spreco del cast, che vede attori di gran calibro, quali Elia Koteas, Will Patton e la stessa Milla Jovovich(un po meno).
Comunque non vogliamo svelare il finale di quella che sarà, anziché una pietra, un mattone miliare nella storia del cinema.
Si esce dalla sala con una certa inquietudine addosso, cosa sarà vero e cosa non lo sarà?
Buona visione.
CURIOSITA’
Internet ha articoli di una psicologa chiamata Abigail Tyler li potete trovare nei siti dell’Alaska Psychiatry.
Possiamo assicurarvi che quei siti sono falsi e anche gli articoli completamente pure fandonie. Sono stati caricati sul Web dai produttori del film.
La casa di produzione ha infatti dovuto sborsare 20.000 dollari all’associazione della stampa dell’Alaska per aver messo in circolo articoli falsi di testate locali, spacciandoli per veri.
L’ FBI ha effettuato sopralluoghi in Alaska, poiché sul posto si erano susseguiti molti suicidi e sparizioni. Il rapporto FBI ha riportato che l’abuso di alcol e il grande freddo avrebbero dato origine a incidenti e depressioni.
Voi credete negli alieni?
Il trailer del film:
Recensione Film: Il Mondo dei Replicanti
Titolo: Il Mondo dei Replicanti
Titolo originale: Surrogates
Cast: Bruce Willis, Rosamund Pike, Boris Kodjoe, Ving Rhames, Michael Cudlizt, Devin Ratray, Jordan Belfi, James Cromwell
Regia: Jonathan Mostow
Genere: Azione Fantascienza
Durata: 95 min
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Produzione: Touchstone Pictures, Mandeville Films, Langue Film Arts, Road Rebel, Wintergreen Productions, Top Shelf Productions
Ufficio Stampa: Studio Bianco & Nero
Anno produzione: 2009
Uscita USA Settembre 2009
Uscita Italia 08 Gennaio 2010
La trama
In un futuro prossimo, la civiltà vive nel completo isolamento dove gli esseri umani affidano il compito di interagire con il mondo esterno ad androidi robotizzati, che fanno loro da facciata ufficiale nel mondo, fino al punto di portare ampia soddisfazione anche a livelli fisici.
Questi surrogati sono comandati tranquillamente da casa di ogni singolo acquirente, grazie ad una interfaccia mentale, la quale consiste in un lettino più una specie di casco che legge le onde cerebrali della persona. Ma questa futuristica tecnologia infastidisce qualcuno, che cerca di debellarla, arrivando ad uccidere uno studente legato all’inventore dei surrogati per proseguire attraverso una serie di omicidi.
Il compito dell’indagine viene affidato all’agente Greer (Bruce Willis), affiancato dall’agente Peters, il quale sarà costretto a lasciare dopo una serie di incidenti la propria abitazione per indagare ritrovandosi così a affrontare nuovamente il mondo reale.
Serie a fumetti
La serie a fumetti in America è stata prodotta dalla Top Shelf casa editrice indipendente statunitense, la serie si intitola come il film “The surrogates”, è composta originalmente da cinque numeri, in Italia invece è stata pubblicata recentemente dalla Rizzoli/Lizard che ha assemblato il tutto in un volume unico.
Recensione
Dunque, e quando una persona inizia con questa parola posso affermare con sicurezza che qualche forse…,ma.., si poteva…, sono rimasti in sospeso dopo la visione di questo film “sponsorizzato” Disney.
Nell’insieme oserei dire che la trama è piuttosto banalotta, ma a suo vantaggio va la scorrevolezza del film, infatti non ci sono molti punti morti durante la proiezione. Come contro bisogna fare i conti con l’assenza di sostanza, infatti in un mondo governato da androidi la gente usa ancora automobili? cellulari? Non convince proprio, sembrerebbe più un episodio di Ai confini della realtà, però studiato male e sviluppato peggio, ma procediamo con ordine.
Abbiamo un mondo futuro in cui non si esce più di casa e si mandano in giro dei bellissimi surrogati, i quali vivono le esperienze al posto dei veri umani, rimandandogli via rete le emozioni e gli eventuali scambi di fluidi cibernetici. Ovviamente tutte le informazioni circa le suddette esperienze sono monitorate e registrate. Quindi il tasso di crimini è sceso paurosamente poichè si può disconnettere a distanza un surrogato che sta compiendo un’azione illegale.
Naturalmente ci sono dei dissidenti, e esiste un’area che somiglia molto da vicino a un ghetto recintato, in cui un non meglio identificato predicatore conduce il suo gregge, che non usa surrogati, poi si casca in un discorso di terrorismo. Fin qui tutto bene. Ma improvvisamente accade qualcosa che fino ad allora era considerato impossibile: un umano perde la vita nel momento in cui il suo surrogato viene colpito da una raffica di colpi, partiti da quella che pare essere un’arma non convenzionale, in pratica l’arma non dovrebbe esistere.
La polizia, per mezzo degli agenti Greer e Peters, indaga nel settore dei surrogati, cercando di capire come sia potuto accadere che si sia messa a punto un’arma in grado di uccidere chi è connesso al suo surrogato, invalidando così il vero motivo per cui tutti ne usano uno: la paura di uscire di casa.
Naturalmente quello che scopriranno aumenterà il senso di sfiducia dello spettatore circa la reale affidabilità di un governo che, prima spaventa a morte la gente inducendola a restare in casa e a farsi spiare in nome della sicurezza, e che poi si rivela assolutamente incapace di proteggerla.
Tutta l’indagine segue il copione di mille altre precedenti, e come quelle non ci dice nulla di nuovo.
O almeno nulla che non sia venuto in mente per primo allo spettatore, dopo soli venti minuti di inseguimenti e distruzioni di vetrine e automobili. Del resto se il problema è sempre quello della sicurezza, delle armi e dell’uso delle seconde per garantire la prima, sappiamo già a chi rivolgere il nostro pensiero.
L’indistruttibile e, in alcuni momenti, blandamente ironico Willis è adattissimo alla parte. Nonostante il suo surrogato sfoggi un’improbabile pettinatura stile parrucchino anni ‘70 niente di futuristico insomma, e un sorriso da pubblicità del dentifricio. Ma forse è più convincente come surrogato, che come marito afflitto. Ma nel complesso sembra funzionare: come si diceva, rende questo telefilm degno di esser guardato sul grande schermo. La regia appare da subito piatta e poco accurata.
Sarà stato il regista oppure un surrogato a dirigere il film?
A Voi la scelta.
Curiosita’
Nel marzo 2007 la Walt Disney Pictures ha acquistato i diritti della graphic novel del 2005 The surrogates, con l’intento di realizzare un adattamento cinematografico.
Le riprese avrebbero dovuto iniziare il 28 febbraio 2008, invece sono partite un mese dopo il 29 aprile 2009. Iniziate a Lynn, le riprese sono continuate in altre località del Massachussetts, dove è stato interamente girato il film.
Contributo Recensione – Andrea Grandi




