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Recensione Film: Il Mondo dei Replicanti

Titolo: Il Mondo dei Replicanti

Titolo originale: Surrogates

Cast: Bruce Willis, Rosamund Pike, Boris Kodjoe, Ving Rhames, Michael Cudlizt, Devin Ratray, Jordan Belfi, James Cromwell

Regia: Jonathan Mostow

Genere: Azione Fantascienza

Durata: 95 min

Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia

Produzione: Touchstone Pictures, Mandeville Films, Langue Film Arts, Road Rebel, Wintergreen Productions, Top Shelf Productions

Ufficio Stampa: Studio Bianco & Nero

Anno produzione: 2009

Uscita USA Settembre 2009

Uscita Italia 08 Gennaio 2010

La trama

In un futuro prossimo, la civiltà vive nel completo isolamento dove gli esseri umani affidano il compito di interagire con il mondo esterno ad androidi robotizzati, che fanno loro da facciata ufficiale nel mondo, fino al punto di portare ampia soddisfazione anche a livelli fisici.

Questi surrogati sono comandati tranquillamente da casa di ogni singolo acquirente, grazie ad una interfaccia mentale, la quale consiste in un lettino più una specie di casco che legge le onde cerebrali della persona. Ma questa futuristica tecnologia infastidisce qualcuno, che cerca di debellarla, arrivando ad uccidere uno studente legato all’inventore dei surrogati per proseguire attraverso una serie di omicidi.

Il compito dell’indagine viene affidato all’agente Greer (Bruce Willis), affiancato dall’agente Peters, il quale sarà costretto a lasciare dopo una serie di incidenti la propria abitazione per indagare ritrovandosi così a affrontare nuovamente il mondo reale.

Serie a fumetti

La serie a fumetti in America è stata prodotta dalla Top Shelf casa editrice indipendente statunitense, la serie si intitola come il film “The surrogates”, è composta originalmente da cinque numeri, in Italia invece è stata pubblicata recentemente dalla Rizzoli/Lizard che ha assemblato il tutto in un volume unico.

Recensione

Dunque, e quando una persona inizia con questa parola posso affermare con sicurezza che qualche forse…,ma.., si poteva…, sono rimasti in sospeso dopo la visione di questo film “sponsorizzato” Disney.

Nell’insieme oserei dire che la trama è piuttosto banalotta, ma a suo vantaggio va la scorrevolezza del film, infatti non ci sono molti punti morti durante la proiezione. Come contro bisogna fare i conti con l’assenza di sostanza, infatti in un mondo governato da androidi la gente usa ancora automobili? cellulari? Non convince proprio, sembrerebbe più un episodio di Ai confini della realtà, però studiato male e sviluppato peggio, ma procediamo con ordine.

Abbiamo un mondo futuro in cui non si esce più di casa e si mandano in giro dei bellissimi surrogati, i quali vivono le esperienze al posto dei veri umani, rimandandogli via rete le emozioni e gli eventuali scambi di fluidi cibernetici. Ovviamente tutte le informazioni circa le suddette esperienze sono monitorate e registrate. Quindi il tasso di crimini è sceso paurosamente poichè si può disconnettere a distanza un surrogato che sta compiendo un’azione illegale.

Naturalmente ci sono dei dissidenti, e esiste un’area che somiglia molto da vicino a un ghetto recintato, in cui un non meglio identificato predicatore conduce il suo gregge, che non usa surrogati, poi si casca in un discorso di terrorismo. Fin qui tutto bene. Ma improvvisamente accade qualcosa che fino ad allora era considerato impossibile: un umano perde la vita nel momento in cui il suo surrogato viene colpito da una raffica di colpi, partiti da quella che pare essere un’arma non convenzionale, in pratica l’arma non dovrebbe esistere.

La polizia, per mezzo degli agenti Greer e Peters, indaga nel settore dei surrogati, cercando di capire come sia potuto accadere che si sia messa a punto un’arma in grado di uccidere chi è connesso al suo surrogato, invalidando così il vero motivo per cui tutti ne usano uno: la paura di uscire di casa.

Naturalmente quello che scopriranno aumenterà il senso di sfiducia dello spettatore circa la reale affidabilità di un governo che, prima spaventa a morte la gente inducendola a restare in casa e a farsi spiare in nome della sicurezza, e che poi si rivela assolutamente incapace di proteggerla.

Tutta l’indagine segue il copione di mille altre precedenti, e come quelle non ci dice nulla di nuovo.


O almeno nulla che non sia venuto in mente per primo allo spettatore, dopo soli venti minuti di inseguimenti e distruzioni di vetrine e automobili. Del resto se il problema è sempre quello della sicurezza, delle armi e dell’uso delle seconde per garantire la prima, sappiamo già a chi rivolgere il nostro pensiero.

L’indistruttibile e, in alcuni momenti, blandamente ironico Willis è adattissimo alla parte. Nonostante il suo surrogato sfoggi un’improbabile pettinatura stile parrucchino anni ‘70 niente di futuristico insomma, e un sorriso da pubblicità del dentifricio. Ma forse è più convincente come surrogato, che come marito afflitto. Ma nel complesso sembra funzionare: come si diceva, rende questo telefilm degno di esser guardato sul grande schermo. La regia appare da subito piatta e poco accurata.

Sarà stato il regista oppure un surrogato a dirigere il film?

A Voi la scelta.

Curiosita’

Nel marzo 2007 la Walt Disney Pictures ha acquistato i diritti della graphic novel del 2005 The surrogates, con l’intento di realizzare un adattamento cinematografico.

Le riprese avrebbero dovuto iniziare il 28 febbraio 2008, invece sono partite un mese dopo il 29 aprile 2009. Iniziate a Lynn, le riprese sono continuate in altre località del Massachussetts, dove è stato interamente girato il film.

Contributo Recensione – Andrea Grandi

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