Archive for the ‘MOVIES’ Category
Dolcenera Fiabesca?

DOLCENERA nel suo nuovo spettacolo strizza l’occhio al mondo incantato di Andersen senza dimenticarsi di Playboy. Se a tirare i fili dello show acustico con cui la cantante salentina approda il 5 dicembre a Milano e l’8 a Bologna con le canzoni del suo ultimo album “Evoluzione della specie” è infatti la “favola dark” de “La regina delle nevi”, tra i fans è ancora alto l’entusiasmo per la copertina in bianco e nero che il magazine maschile le ha dedicato sul numero di settembre, coprendola solo con una chitarra. «Tutto è nato da una concatenazione di idee: io cercavo delle playmate per il videoclip de “L’amore è un gioco” e “Playboy” voleva coinvolgermi in un servizio. Così quando mi hanno proposto di spogliarmi davanti all’obiettivo del fotografo, visto che stavo vivendo un periodo di grande armonia con il mio corpo, mi sono detta: perché no?» ammette l’eroina di “Siamo tutti là fuori”, 34 anni, spiegando il passaggio dal coniglio bianco di Lewis Carroll evocato tra i solchi del penultimo cd “Dolcenera nel Paese delle Meraviglie” a quello stilizzato di Hugh Hefner.
.
«IL BRANO parla del perdono inteso come massima espressione d’amore e mi sembrava interessante dare volto alle tante emozioni di una donna attraverso gli sguardi e la sensualità di 4 ragazze differenti. Alle foto di “Playboy” i miei familiari hanno reagito bene, anche perché sono abituati alle mie scelte drastiche, mentre qualche problema l’ho avuto col fidanzato per il timore che quegli scatti venissero strumentalizzati». Frattanto torna in radio con “Read all about it (tutto quello che devi sapere)” (in download dal 9 dicembre) incisa con il rapper britannico Professor Green.
.
«MA IL PROSSIMO ANNO vorrei trarre un dvd da questo show, che grazie anche alla favola di Andersen è senza dubbio il più teatrale della mia carriera» spiega. «Se nelle canzoni vuoi scrivere della gente devi starci in mezzo. Ne “Il sole di domenica” ribadisco l’importanza del confronto, della diversità del pensiero; del non aver paura di ragionare controcorrente, perché la diversità è un valore di libertà. Ecco perché a casa ho spento la tv e vivo soprattutto in internet. Perché la rete, non tendendo al pensiero unico come invece la televisione, è più democratica. Con questa logica ho concepito il repertorio dello spettacolo, in cui parlo di sentimenti ma anche di argomenti meno confortanti come la pedofilia o il disagio che ci mettono addosso i tempi». E Sanremo? Stando ai si dice, Dolcenera il pezzo l’avrebbe presentato, ma lei glissa. «Al Festival ci vai solo con un pensiero forte da comunicare. Io qualche brano l’ho scritto, ora vediamo».
.
Il tour: 3 dicembre Gorgonzola (Mi), 5 Milano, 7 Voghera (Pv), 8 Bologna, 9 Fermo, 12 Carpi (Mo) e 16 Copparo (Fe)
Andrea Spinelli
Volo o non Volo: that is the question?

Trasposizione del romanzo omonimo di Fabio Volo, che nel 2007 raggiunse a colpi di aforismi il milione di copie vendute, Il giorno in più piacerà a chi piace ‘ritrovarsi’ e identificarsi. Magari proprio con quel personaggio convinto e sicuro di sé che ha solo desideri e mai progetti. Un uomo che ha (ancora) paura di crescere e schiva gli impegni che limitano il suo sfrenato solipsismo, che ha Stefania Sandrelli come mamma, Hassani Shapi come consigliere, Luciana Littizzetto come collega, che è un inguaribile narciso e scopre un attimo prima dei titoli di coda che è la normalità la vera rivoluzione. Se Venier taglia e ‘affina’ il qualunquismo letterario di Volo, legando in maniera efficace l’intreccio sviluppato tra Milano e New York, Il giorno in più resta una commedia conformista che non scontenterà nessuno, secondo un ecumenismo elementare che scioglie tutti i nodi e mette a posto tutte le tessere del puzzle.
.
GIACOMO è anche simpatico, ma è proprio un gran bugiardo. Un tipo inaffidabile che racconta un sacco di frottole alle donne che hanno la sventura di invaghirsi di lui. Racconta molte fandonie anche ai suoi amici, ai colleghi, ai capi del suo ufficio. Ma non dite a Fabio Volo che Giacomo è il solito uomo che non vuole prendersi responsabilità, che non vuole crescere. L’attore, classe ’72, proprio non ci sta. «Per me, per la mia generazione e per i miei personaggi – afferma deciso Volo, nome d’arte di Fabio Bonetti – si è spesso parlato della sindrome di Peter Pan, ma io non sono mai stato d’accordo». Quel Giacomo, lui, lo conosce bene, perché è il protagonista del suo romanzo, “Il giorno in più”, un bestseller da un milione di copie, tradotto in diciotto lingue. E che, con lo stesso titolo e con Volo protagonista, è ora un film, diretto da Massimo Venier, dal 2 dicembre nelle sale. Accanto a Volo, in questa elegante commedia romantica, Isabella Ragonese.
.
SUL TRAM che, a Milano, lo porta al lavoro, Giacomo vede tutti i giorni una ragazza. Da quegli incontri casuali nasce una fugace, intensa e contrastata relazione, ma quando lei, Michela, si trasferisce a New York, lui la raggiunge. Una vera commedia romantica, impreziosita dalla suggestiva ambientazione newyorchese e con un tocco fiabesco nel finale. «Ero davvero euforico di girare un film a New Yok, era il sogno della mia vita. Per un mese mi sono sentito Joe Pesci», racconta Volo. «Il film è meno romantico del libro. Io sono stato più sdolcinato. E Massimo Venier – prosegue l’attore – è stato attento a dosare la presenza della città in modo che il film non si trasformasse in una cartolina di New York».
.
LA MICHELA di Isabella Ragonese è una ragazza molto apprezzata per il suo lavoro in una casa editrice e che prova per Giacomo attrazione e diffidenza. «Il libro di Fabio è stato molto letto e amato e ogni lettore – osserva Isabella Ragonese – si è fatto una sua idea di Michela. Era impossibile non deludere qualcuno, ma avere accanto, sul set, Fabio, la persona che lo aveva creato, è stato per me rassicurante». Così, messi da parte gli iniziali timori, ha deciso di fare la sua Michela. «Mi sono ispirata alle ragazze di oggi che vedo intorno a me, alle mie amiche, giovani donne intraprendenti nel lavoro, che sanno esattamente cosa vogliono – afferma l’attrice – ma che si bloccano quando si tratta di questioni sentimentali. E non perché deluse da storie precedenti, ma perché pensano che una storia d’amore sia troppo impegnativa, tolga troppo tempo».
.
QUANTO a Giacomo, sembra il classico tipo con la sindrome di Peter Pan, ma Volo non è assolutamente d’accordo. «Non credo che si tratti di mancanza di crescita, di rifiuto delle responsabilità. E’ che sono crollati i ruoli di un tempo. Mio padre e prima di lui mio nonno – afferma Fabio Volo – si sono sposati, hanno fatto i figli e li hanno cresciuti perché questo era quello che facevano tutti e che ci si aspettava anche da loro. Lo hanno fatto senza nemmeno domandarsi se era quello che loro volevano. Adesso non è più così, ma non perché la mia sia una generazione di bamboccioni, meno coraggiosi, ma perché siamo, semmai, attenti a soddisfare desideri reali, nostri, e non indotti da altri».
.
PER ORA, tra i suoi desideri non c’è quello di esordire nella regia. Volo si gode il successo anche del suo ultimo romanzo, il sesto, “Le prime luci del mattino”, che ha già venduto oltre 700mila copie e da fine marzo sarà su Raitre, in seconda serata, al posto di “Parla con me”. «Ho accettato perché è tanto che non faccio televisione. Per me – dice Volo – è tutto un gioco. Volevo anche chiedere alla Dandini se mi può lasciare il divano».
.
Beatrice Bertuccioli
Diane Keaton: “Volevo sposarmi con Al Pacino”

“Con Al Pacino volevo proprio sposarmi, ma a volte le cose non vanno come vogliamo”. A confessarsi a “Io Donna” è Diane Keaton, musa di Woody Allen e compagna di grandi attori come appunto Pacino, Warren Beatty e lo stesso Allen. Anche se l’attrice rivela “tra le braccia di un uomo non mi sono mai sentita a casa”. La conseguenza diretta di una società in cui è l’uomo a scegliere la donna, sostiene la Keaton: “Io ero combattuta ma anche ribelle e, in fondo, passiva.
.
Non ho mai pensato: `Ma guarda, questo è un uomo con cui potresti stare bene’. No, è sempre stato: `Sono così eccitata da questa storia, lui è così fantastico…’”.
La protagonista di “Io e Annie” rivela anche di aver sofferto di bulimia all’inizio della sua carriera: “Arrivai a New York a 19 anni, per la prima volta sola. Non sapevo cucinare, non sapevo organizzarmi. Mi rinchiusi in me stessa. E mangiavo. Più mi sentivo isolata, più mangiavo”.
.
Chi l’ha salvata? “Woody Allen. Intuì che avevo dei problemi e mi incoraggiò a vedere un analista”, confessa l’attrice, che ha da poco pubblicato una autobiografia dedicata alla madre Dorothy, scomparsa nel 2008. Il libro uscirà in Italia il prossimo 29 novembre. “Quando ho trovato e letto i suoi diari, ho capito che il libro non sarebbe più stato solo la mia storia, – rivela la Keaton – ma anche quella della mamma. La storia di una donna che aveva sacrificato se stessa per me”.
.
L’attrice è madre single di due figli adottivi. “Una scelta difficile. Ma la migliore della mia vita”.
Il dottor Zivago e i suoi 80 anni

HA FATTO innamorare, e piangere, varie generazioni di spettatrici nel ruolo del fascinosissimo dottor Zivago. E è tra le scene cult della storia del cinema la sequenza in cui Zivago è su un tram quando vede in strada Lara, il grande, impossibile amore di tutta la vita, ma si sente male e non riesce a chiamarla. Un ruolo, quello del medico russo nato dalla penna di Boris Pasternak e portato sullo schermo da David Lean, che ha fatto di Omar Sharif una star internazionale. Era il 1965. Oggi l’attore egiziano, nato ad Alessandria d’Egitto ma vissuto da giramondo di lusso, con oltre cento film all’attivo e una dannata passione per il gioco, può ben dire: «Dio mi ha dato tutto». Ma è con una certa apprensione che si accinge a tagliare il traguardo, il prossimo 10 aprile, degli ottanta anni. «È un passaggio pericoloso», dice sorridente, nel suo italiano più che sicuro ma – sostiene rammaricato – non come un tempo. È a Roma per ricevere, domani sera, presso l’Auditorium Conciliazione, il Premio alla carriera del MedFilm Festival, il Festival del Cinema del Mediterraneo, giunto alla diciassettesima edizione.
.
Sharif, una magnifica carriera. Costruita con sacrifici?
«No, mi è arrivato tutto con facilità, senza che nemmeno lo cercassi. Ho avuto una fortuna scandalosa. A dieci anni ero un bambino grasso e mia madre mi detestava. Allora decise di mandarmi al Victoria College, perché era il posto (pensò lei), dove si mangiava peggio. Lì ho imparato l’inglese e nel teatrino dell’istituto ho iniziato a recitare. Poi, quando David Lean è arrivato in Egitto per trovare un attore arabo a cui affidare il ruolo dello sceicco Ali in “Lawrence d’Arabia”, ha scelto me che parlavo inglese. Fino ad allora avevo fatto soltanto film in Egitto, ma l’incontro con David Lean mi ha cambiato la vita. Poi sono andato a lavorare per dieci anni in America».
.
Ha vissuto a lungo anche in Francia. Ora dove abita?
«Non ho una casa. Da cinquant’anni vivo negli alberghi. Mi piace così. Quando è scoppiata la rivolta al Cairo, ero all’Hotel Semiramis e dal balcone della mia stanza vedevo gli scontri, giù, in piazza Tharir. Adesso, dopo Roma, andrò tre giorni a Parigi e poi tornerò al Cairo. Ma mio figlio vuole che vada a stare a casa sua. Mi ha già preparato una bellissima stanza».
.
Suo figlio Tarek?«Sì, è il mio unico figlio. Ha quindici ristoranti in Egitto e ora ne vuole aprire anche in Italia. È nato dal matrimonio con mia moglie, Faten Hamama: avevo ventuno anni quando l’ho sposata ed era la più bella attrice egiziana. Per sposarla, io che venivo da una famiglia di cristiani e fino ai 14 anni ero stato molto religioso, sono diventato musulmano. Poi l’ho lasciata perché ero sempre in giro per il mondo e eravamo da anni lontani». .
.
Ha anche un figlio italiano, Ruben De Luca, criminologo di fama, avuto dalla giornalista Paola De Luca.
«Ho avuto con la madre soltanto il rapporto di un’ora, mentre ero ubriaco. Quando ho saputo della sua nascita ho detto, di cosa c’è bisogno? Ma per amare un figlio, devo amare la madre. Io ho un unico figlio, Tarek, che mi ha già dato tre nipoti e, il prossimo gennaio, finalmente, nascerà anche una nipotina».
.
Cosa pensa di quello che sta succedendo in Egitto?
«Sono per la rivoluzione, dalla parte del popolo. Mio figlio è molto preoccupato, teme massacri. Io confido che si formi un governo democratico, spero… Non vorrei assolutamente la vittoria di musulmani fondamentalisti. Se succede, me ne andrei un’altra volta».
Beatrice Bertuccioli
‘Scialla!’: il riscatto dei padri di oggi

Roma, 15 novembre 2011 – Arriva nei cinema con la benedizione di Ettore Scola la commedia “Scialla!”, esordio alla regia di Francesco Bruni, sceneggiatore dei film di Paolo Virzì e della serie tv su Montalbano.
“La regia è solo una precisazione della scrittura e Bruni sa tradurre benissimo le parole in immagini” ha affermato Scola alla presentazione del film, che sarà nelle sale da venerdì 18. “
Scialla!” racconta la maturazione di un ragazzo adolescente e contemporaneamente quella dell’uomo che scopre di essere suo padre (Fabrizio Bentivoglio), e segue proprio la scia della grande commedia italiana: “Io ho sempre scritto commedie problematiche, che affrontano temi seri, anche drammatici, raccontati con tono umoristico: è ovvio che mi rifaccio alla scuola di Scola, Suso Cecchi D’Amico e Furio Scarpelli” ha spiegato il neoregista, che ha precisato: “Nel film ho voluto riscattare l’immagine dei padri di oggi, che sono spiazzati, hanno perso la loro identità, e ho voluto mostrare come sia ancora possibile un amore fatto di rispetto e altruismo tra padre e figlio, come quello di Enea e Anchise”.
Nel film si trovano improvvisamente uno di fronte all’altro un adolescente bullo e svogliato e un uomo borghese, colto, che non ha velleità né carattere: “Volevo mostrare che fare il padre oggi vuol dire anche contrapporsi ad un figlio, sapergli dare dei limiti” ha spiegato il regista, che anche sulle difficoltà degli adolescenti di oggi ha le idee chiare: “Lo smarrimento delle nuove generazioni nasce dalla sensazione di un futuro difficile, della consapevolezza che lo studio non paga, che si starà peggio dei propri genitori: non sono un sociologo ma questa realtà è di fronte agli occhi di tutti” ha affermato.
Il titolo del film nasce proprio da un’espressione usata dagli adolescenti: “Scialla vuol dire: stai sereno. Io definirei la mia pellicola una commedia scialla, ovvero rilassata, con ritmi blandi, molto diversa da quelle con montaggio veloce e ritmo incalzante che di vedono oggi in giro” ha concluso Bruni.
L’ultimo regalo di Pietro
![]()
Roma, 15 novembre 2011 – L’ULTIMO set prima dell’addio. Pietro Taricone, l’attore scomparso per un incidente durante un lancio con il paracadute, non ha fatto in tempo a ultimare le riprese della serie televisiva “Baciati dall’amore”.
Una commedia in cui, al di là degli spunti comici, i personaggi macchietta e l’atmosfera di una Napoli effervescente, si parla soprattutto d’amore. In questa fiction, in onda da questa sera su Canale5, Pietro Taricone, interpreta Antonio, un cantante napoletano neomelodico, o meglio, un aspirante cantante che, quando non canta, ama oziare e farsi coccolare da una mamma superprotettiva interpretata da Marisa Laurito (ne cast anche Lello Arena, Iaia Forte, Maria Amelia Monti, Marco Columbro). Antonio assiste alla nascita della passione travolgente tra il fratello Carlo, separato con cinque figli a carico, interpretato da Giampaolo Morelli e Valentina, una giovane biologa milanese in procinto di sposarsi, interpretata da Gaia Bermani Amaral.
LE RIPRESE della fiction sono state ultimate dopo la scomparsa di Taricone, che aveva comunque già girato gran parte del suo lavoro. Nella fiction l’attore canta moltissimo, si esibisce in esilaranti canzoni neomelodiche dai testi astrusi, scritti e musicati per l’occasione da Maurizio De Angelis. Proprio il lavoro sul sonoro, ha richiesto una post-produzione molto lunga e complessa, per cui sentiremo la voce di Taricone al cento per cento.
I COLLEGHI ieri lo hanno ricordato, fra tutti Lello Arena: «Il successo di questa fiction dipenderà anche dal fatto che Pietro non è più con noi. Lui recita benissimo, da grandissimo attore». E aggiunge l’autrice Simona Ercolino: «L’idea del cantante neomelodico era sua, io gliel’ho solo realizzata. E per questo lo ringrazio».
Paola Pasquarelli
Natalie Portman wants to fart, curse and get laid! Maybe not in that order…

Gossipario.com: Fart jokes? Sexual innuendos? Gratuitous profanity? Drunken debauchery?
Natalie Portman may seem very elegant and proper, but she hopes to show off another side in the near future, a side many people wouldn’t expect.
.
She admitted to ‘Vogue’ that she and business partner Annette Savitch are looking to make some raunchy comedies for women, along the lines of ‘Knocked Up,’ states UsMagazine.com. Portman wants to use her production company, Handsomecharlie films, to allow women to be “beautiful and funny” and even a bit “vulgar.”
.
The ‘Black Swan’ actress hopes to allow women to be seen in a different light other than as men’s romantic and sexual interests.
Do you think Natalie Portman would be good in a raunchy comedy?
.
Follow Gossipario News on Twitter for up-to-date news information.
‘Fast Five’: Vin Diesel wants you to ‘Like’ him on Facebook

Gossipario.com: Are you among one of the 19,561,639 FaceBook admirers of actor Vin Diesel? Yup, almost 20 million fans, MOLTO impressive.
.
You might want to “Like” his profile page, as the actor just uploaded the first trailer from the fifth “Fast and the Furious” film, titled “Fast Five.”
.
The clip, found here, begins with Diesel introducing the trailer from the beaches of Rio de Janeiro. The two-minute reel sets up the plot, something to do with Diesel, Paul Walker and his crew stealing from criminals as they try to run from the law (led by Dwayne Johnson). One can only hope for a lengthy catfight between Diesel and Johnson. Possibly in a wrestling ring, or even better in a mud-filled tank!
.
The trailer has tons of explosions, a handful of beautiful cars, multiple shots of people diving off the rooftops of Brazil’s tightly-packed houses, cringe-worthy one-liners … essentially everything you want from a “Fast” sequel.
.
Justin Lin returns to direct his third “Fast” film. We also spotted “Fast” veterans Jordana Brewster, Ludacris and Tyrese Gibson in the clips. The franchise, if nothing else, loves to keep it in the family and find work for its former cast members.
.
“Fast Five” will be in theaters on April 29. While it will not be presented in 3D, it will be presented in IMAX.
.
Follow Gossipario News on Twitter for up-to-date news information.




